La Nera | Carlo Lucarelli
mercoledì, 01 novembre 2006

La nera. Storia fotografica di grandi delitti italiani dal 1946 ad oggi di Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi (Mondadori, Strade Blu, 2006) - € 22,00 - 300 p., ill

Una storia illustrata dei più famosi e controversi casi di cronaca nera nell'Italia dal dopoguerra a oggi, raccontati e commentati dalla coppia Lucarelli e Picozzi. Dal delitto di Rina Fort al caso di Cogne, le immagini più belle, il racconto del delitto e tutti i retroscena e le tecniche delle indagini in un volume che diventerà un classico del true crime italiano.

Foto segnaletiche, istantanee di cadaveri, volti di assassini appena catturati, immagini rubate durante i dibattimenti nelle aule di giustizia. Immagini agghiaccianti, a volte commoventi, spesso indimenticabili. La cronaca nera, dalla parte di chi la segue sui giornali o sui rotocalchi, è fatta soprattutto di fotografie, alcune delle quali hanno fatto il giro del mondo e hanno trovato posto in modo definitivo nella memoria collettiva. Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi vestono i panni degli archeologi del crimine per scrivere e comporre una storia illustrata dei casi di nera che, dal dopoguerra alla fine del secolo scorso, hanno riempito le pagine dei giornali. Lo scrittore di noir e il criminologo tornano insieme per perlustrare gli archivi fotografici dei più importanti giornali e della Polizia di Stato alla ricerca delle immagini più significative, quelle capaci di raccontare quella lunga storia fatta di sangue che va da Rina Fort, la belva di via San Gregorio, alla Contessa Bellentani, da Wilma Montesi a Milena Setter, fino a Maurizio Gucci e a Simonetta Cesaroni.1

inviato da ipinguininelsottoscala  | 17:46
Commenti
#1   09 Novembre 2006 - 16:50
 
Con tutto il rispeto, esiste anche un'editoria indipendente e selvaggia che sta prendendo piede. Si tratta di talenti nati proprio sotto l'aurea culturale di gente come Carlo e Niccolò.
Un esempio: Due punto zero

AP
utente anonimo

#2   10 Novembre 2006 - 12:54
 
Che fantasia! Una pistola in copertina...ma come è venuta questa idea!?!?
utente anonimo

#3   10 Novembre 2006 - 12:56
 
Risguardo a lulu.com, credo che se uno scrittore non trova editori disposti a pubblicarlo dovrebbe chiedersi innanzitutto "perchè"
utente anonimo

#4   24 Novembre 2006 - 10:54
 
complimenti per il blog .................. davvero interessante ciao
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#5   28 Novembre 2006 - 16:15
 
Ho preso e letto il libro.
Belle foto, bei testi, niente da eccepire.
Non posso che fare i complimenti per questa bella carrellata storica nella cronaca nera italiana
C'e' pero' un particolare che non mi torna.
Il caso del commissario Tandoy, pag 74.
La foto d'apertura mostra tre persone, un uomo con occhiali scuri, una donna con foulard bianco ed un ragazzo al centro.
Il testo, nella pagina successiva dice, testualmente: Occhiali scuri, faccia serena, ma chissa perche', lo sguardo va altrove, mentre la moglie e il figlio guardano dritto nell'obiettivo. Forse e' solo deformazione professionale, perche' Cataldo Tandoy, quarantaquattro anni, di mestiere fa il commissario di polizia....
Deduco sia la descrizione della foto precedente,
Poi pero', a pag 77 c'e' la foto di un altro uomo, diverso da quello della pagina d'apertura, e la didascalia dice di trattarsi di Cataldo Tandoy.
Lo stesso succede con le foto successive, nelle diverse attribuzioni alle foto delle donne implicate nel caso.
Ora mi chiedo: c'e' un errore nell'abbinamento foto/nomi o sono io che ho interpretato male il testo?
La foto di apertura e' quella della famiglia La Loggia o della famiglia Tandoy?
Scusate per la pignoleria...:-)
Marina
utente anonimo

#6   04 Dicembre 2006 - 16:22
 
Splendido come tutto ciò che scrivi tu!
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#7   17 Dicembre 2006 - 08:24
 
Ho appena acquistato e letto con interesse il libro "La Nera".
Dopo i doverosi complimenti per l'opera (ma la serie Blu Notte rimane per me la Sua fatica più riuscita),
non posso che "tirare le orecchie" per l'errore marchiano di pag. 264-265, dove parlando del caso Stevanin, si afferma che Terrazzo è in provincia di Padova.

Ma come ?

Basta digitare Terrazzo su Google, e dal sito del Comune di Terrazzo http://www.comuni-italiani.it/023/085/
risulta chiaramente che Terrazzo è in provincia di Verona, e non di Padova.
Ed infatti il processo si è tenuto a Verona, e non a Padova.

Come è possibile che un investigatore così attento e preciso come Lei abbia compiuto un errore così lampante (peraltro irrilevante su tutta la ricostruzione) ?

Buon lavoro
Leonardo
utente anonimo

#8   22 Dicembre 2006 - 16:35
 
Ciao belli! Avete visto! Ci siamo ripresi il blog! Sono così contenta! Quando ho fatto la mia tesi su Shakespeare, ero così rincoglionita dalla stanchezza che non mi ero accorta che c'era un errore gravissimo, di quelli che il bardo si sarebbe rivoltato nella tomba... mi ero fidata di un sito internet senza controllare sui libri! A volte queste cose possono succedere, anche a Carlo... purtroppo non ho tempo di leggere nulla ora, anche se mi hanno detto che a Natale mi arriverà un libro... devo studiare per aggiornamenti... altrimenti l'avrei letto anch'io questo... Tanti auguri Carlo! Lella
utente anonimo

#9   24 Dicembre 2006 - 20:57
 
Bah, che dire... una galleria degli orrori. A parte considerazioni di ordine morale e di buon gusto (lucrare sui morti e vendere un libro simile come strenna nataliazia), credo che l'opera andrebbe ritirata dal mercato in quanto vìola una legge del '46 (confermata da una recente sent della cassazione) sulla diffusione di materiale fotog dal contenuto "raccapricciannte". Penso poi ai familiari delle povere vittime messe alla berlina al sol scopo di far danaro...

Saluti al necrofilo
utente anonimo

#10   26 Dicembre 2006 - 15:23
 
Il necrofilo è colui che si eccita guardando foto di cadaveri. Detto questo, è rassicurante , caro anonimo , che a te quelle foto facciano orrore... pero'... a tutti noi sarà capitato di vedere un incidente stradale e di esserci soffermati a guardare: è per questo che si formano code lunghissime dopo i tamponamenti autostradali. E chi di noi non ha rivisto più volte le immagini delle Twin Towers cadenti riproposte dai TG? O non ha voluto vedere le immagini esclusive che qualche TG ha ottenuto da videoamatori sulle spiagge colpite dallo tzunami? Ora, con che spirito facciamo ciò? Se per voglia di capire, sapere e conoscere di più sul fenomeno, bene. Se per morbosa curiosità, beh, essa è una debolezza umana. Ma se ti viene duro guardando ciò, allora sei un pervertito... Carlo non mi sembra il tipo! E se il lettore è rimasto scioccato dalle immagini, beh , lo capisco , non è una lettura che ti riappacifica col mondo , ma allora , sapendo in anticipo di che parlava , perchè ha comprato il libro? Due anni fa, un mio compaesano andò in vacanza in Tailandia. Dopo lo tzunami era disperso. Ho passato tre giorni a guardare per ore le foto dei cadaveri che mettevano sulla Phuket Gazette online sperando di non vederlo. Perchè ho fatto ciò? Gusto del macabro? No, ma perchè dalla Farnesina non arrivava aiuto e io potevo evitare a sua madre di cliccare su una foto per ingrandirla e trovarselo davanti. Ho visto volti indimenticabili, come quelllo di una bella inglese, di un bimbo indigeno che sembrava dormisse e quello di un italiano che fu trovato dai parenti stretti come stavo facendo io , che volevo evitare lo strazio alla mamma di quel tipo. E' tornato a casa sano e salvo, almeno lui. Erano necrofili anche quelli che pubblicavano foto di corpi sulla Phuket Gazette? La necrofilia è nell'occhio di chi guarda ... Ciao Lella
utente anonimo

#11   26 Dicembre 2006 - 15:52
 
Un libro ben fatto secondo me. Forse un pò poco specifiche le narrazioni ma è abbastanza comprensibile vista la presenza delle foto.
No comment sulle insinuazioni di necrofilia e lucro sui morti... non mi aspetto che tutti capiscano. Ci sono modi molto peggiori per "lucrare sui morti" e nessuno se ne lamenta mai. E poi se uno non vuole guardare delle foto che considera macabre, non si legge il libro e basta.

Anche io ho avuto il dubbio sulle foto del commissario Tandoy, a proposito! Non è lo stesso della prima fotografia!
utente anonimo

#12   26 Dicembre 2006 - 16:56
 
Scusate, non avevo firmato il commento precedente. Ember.
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#13   27 Dicembre 2006 - 17:33
 
Sì, qualche errore forse c'è... Terrazzo sicuramente, e credo che sia mio, perché lo sbagliai anche per Blu Notte e mi fu corretto anche allora. Lo faccio presente subito alla casa editrice, come anche la didascalia sulla foto del commissario Tandoy. Obbligo nostro essere più precisi, anche se non è facile con libri di quel genere, fatti di tanti particolari.
Per quanto riguarda la storia della necrofilia, ringrazio Lella per la difesa (e per la sua sensibilità nell'aiutare la madre del suo amico) e respingo l'accusa con forza. Un libro di quel genere, che cerca di parlare anche dello sguardo della fotografia nella cronaca nera, non può non comprendere certe fotografie. Non è morbosità è completezza dell'informazione, ed è una cosa che il pudore e la riservatezza di un libro chiuso possono permettersi, a differenza, per esempio,della televisione. Per avere pubblicità e spargere brividi sensazionalistici non ci servono le foto dei morti, bastiamo io e Picozzi come marchio di fabbrica. Se le abbiamo usate (e scelte accuratamente tra tante) è perché ci servivano.



un libro chiuso, con iil pudore e la riservatezza di un libro chiuso possono
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#14   28 Dicembre 2006 - 16:20
 
Carlo 6 grande! Grazie di esistere! Non ho aggiunto al commento che ho fatto sulla necrofilia che non auguro a nessuno di fare quello che ho fatto... eppure io ho coraggio! Non mi fa ribrezzo il sangue nè la vista di cadaveri... però fa sempre male vedere certe cose. Anni fa persi un' amica in modo tragico e non andai al suo funerale... mi dissi " preferisco ricordarla com'era ". Ancora un lutto, un ex compagno di scuola, e un importantissimo esame universitario, che ottima scusa per saltare quel funerale... dopo, però, mi sono sentita una bastarda vigliacca... ho fatto quello che ho fatto due anni fa non solo per aiutare i familiari di quell'uomo, ma anche per guarire me stessa dalla paura! Non della morte in sè, ma della morte dei giovani come me che non accettavo come parte della vita. Sapevo, immaginavo, che avrei visto tante foto di ragazzi e così è stato. Ma lo dovevo fare ed è stato CATARTICO... infatti, all'ennesimo funerale di un amico trentenne ( che periodo di jella nera ho affrontato ) io ci sono andata, finalmente... e mi sono sentita per la prima volta in vita mia Adulta. Non è scontato sentirsi così a 30 anni. Ecco, questo è un esempio di come ci si può rapportare alla morte: affrontarla e scontrarcisi senza confondere il coraggio e la forza d'animo dinnanzi all'orrore e al dolore con l'indifferenza e la necrofilia. Per questo Carlo 6 grande, perchè dai il senso giusto alle cose... e il tuo equilibrio può essere d'esempio, perfino di conforto in un mondo nel quale, forse lo avete sentito dire, si raccologono soldi in nome di Tommaso Onofri e invece di fare beneficienza come promesso si scappa con la cassa... lo hanno detto a chil'havisto! Ciao Carlo ti auguro un mondo di bene Lella
utente anonimo

#15   28 Dicembre 2006 - 16:40
 
P.S.... avrei seguito molto volentieri Milonga Station ma andavo a un corso professionale e tornavo tardi e mi dovevo alzare presto così andavo a letto presto... il video registratore serviva a mia mamma... ma perchè quelli della Rai mettono in prima serata delle cazzate? Carlo, sono sicura che sei telegenico... spero che lo replikeranno Milonga Station... riguardo ai propositi dell'anno nuovo... non perdere più di un paio di chili! Sei l'idolo delle taglie forti, come me! e poi un po' di ciccia spiana le rughe... per questo dico sempre: altro che Botox, io mi faccio iniezioni di Nutella, è la mia crema di bellezza! Ciao Carlo Lella
utente anonimo

#16   28 Dicembre 2006 - 17:15
 
Sai che questa cosa di essere l'idolo delle taglie forti mi piace... mi riconcilia con il cotechino, adesso lo guarderò con più affetto. Lo so, Milonga era tardissimo, è sempre così con certi programmi. Mi consola il fatto che succedeve lo stesso con Blu Notte (l'allora Mistero in Blu) e poi le cose sono cambiate.
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#17   28 Dicembre 2006 - 20:59
 
"Foto segnaletiche, istantanee di cadaveri, volti di assassini appena catturati, immagini rubate durante i dibattimenti nelle aule di giustizia. Immagini agghiaccianti..." Il mondo è così: per ogni guardone c'è un esibizionista, per ogni masochista un sadico etc. E c'è una quota di individui che ama il macabro, delitti efferati, autopsie, obitori, riesumazioni... Lucarelli lo ha capito e ci fa quattrini, punto. Ma non si spacci per scrittore!
Sull'opera di cui si discute confermo quanto detto nel msg precedente: vìola una legge che vieta di diffondere immagini raccapriccianti per la quale è stato recentemente condannato il direttore di un periodico. E in libreria chiunque può sfogliare il libro, anche i minori. Ho svogliatamente fatto una segnalazione alla procura competente, se avessi tempo presenterei un esposto.

Chiedo scusa per nn essermi firmato,

Alberto Amati
utente anonimo

#18   29 Dicembre 2006 - 15:25
 
Carisssimo Signor Amati, scusi tanto! Non sapevo di essere una masochista, perchè ho affrontato il terrore di morire nel sonno come un ragazzo di 29 anni che conoscevo e per il quale ho sofferto d'insonnia per mesi: ora dormo 9 ore a notte. Non sapevo di essere esibizionista perchè ho sfogato la rabbia e il dolore ancora vivi per morti assurde come inoltre quella di una giovane che si è gettata dal 4 piano per depressione davanti casa mia... Non sapevo di amare il macabro perchè posso guardare un telegiornale all'ora di pranzo senza che mi torni su il cibo o posso guardare Blob senza cacciare la testa sotto la sabbia! No, non sapevo! Cribbio , lei mi ha illuminata! Credevo di essere un fragile essere umano con le sue debolezze e paure da correggere e esorcizzare, una creatura sensibile che doveva pero' trovare il modo di conciliare ciò con un sano amore per la vita passando, per poterlo fare, anche per l'elaborazione del lutto e della perdita di persone che a volte non sono arrivate a compiere i 50 anni ! Ho imparato una cosa dalla vita, una lezione che spero nessuno debba imparare come l'ho imparata io: NON BISOGNA ACCONTENTARSI DI TIRARE AVANTI, MA VIVERE. e ciò significa: avere coscienza che una pozza di sangue è ripugnante perchè è sgorgata da chi ha sofferto, non in sè perchè il sangue è un fluido di vita; che mostrare la morte è uno scandalo solo per chi fa finta che non esista e vuol vivere come uno struzzo con la testa nella sabbia ignorando le guerre, gli stupri e i genocidi che ci circondano e che per molti non esistono proprio perchè non mostrati, come nel caso Darfur. Che la vita si vive anche pensando che è fragile, perchè quelli che ho conosciuto che si ritenevano immortali sono finiti nella droga o in auto contro un muro. Mi spiace, carissimo, che lei NON ABBIA LE PALLE! Io le ho tirate fuori e mi sono riconciliata non solo con la morte ma soprattutto con la vita. Mi spiace che lei sia superficiale e spero che ciò la illumini sulla vera natura di almeno una delle persone che lei crede dedite a vere e proprie orge di necrofilia e violenza: ho quasi 34 anni, sono laureata in lingue e cerco un lavoro, sono la zia adorata da due nipotini bellissimi, amo l'arte, la musica, gli animali e sono contro il loro abbandono e i maltrattamenti che subiscono, ho appena aiutato una bimba ammalata a usare internet per comunicare dall'ospedale dove sarà nuovamente ricoverata. mamma mia che paura! Sua cara Lella
utente anonimo

#19   29 Dicembre 2006 - 16:03
 
Ps la ringrazio, Signor Amati di essersi firmato. Chiunque qui può dire ciò che pensa e lei ne ha pure diritto. Riflettendo, ho colto, spero giustamente, nelle sue parole, un'indignazione contro la violenza e i delitti che io condivido appieno. Ma ribadisco che lei è superficiale: non si può fare di tutta l'erba un fascio e mescolare i delinquenti con gli scrittori che ne parlano altrimenti si tornerebbe alla censura fascista che impediva di pubblicare notizie di cronaca nera e puniva chi sgarrava. Una parabola evangelica racconta di alcuni mietitori che volevano sdradicare la zizzania da una campo ma furono ripresi perchè la zizzania tenera era così simile al grano immaturo che rischiavano, appunto, di fare di tutta l'erba un fascio e sdradicare il grano e la zizzania insieme. Io penso che se tutti giudicassero in modo manicheo come lei, non crescerebbe nulla: non la zizzania ma nemmeno il grano. Spero di averle dato uno spunto di riflessione e se vuole riscriva. Buon Anno Lella
utente anonimo

#20   29 Dicembre 2006 - 17:18
 
(Carissima Redazione, sono andata a vedere IL CAIMANO di Moretti e ne sono rimasta scioccata: non tanto per l'impegno politico ma anche per come fa riflettere sulla televisione degli ultimi 30 anni. Questo film è capitato in un momento quanto mai opportuno per far risaltare il contrasto tra la buona e la cattiva televisione. Questo film fa capire come e perchè la televisione si sia talmente degradata da trasformare il rapimento di un bambino in un reality show, il processo a una madre assassina in un intrattenimento pomeridiano per casalinghe come una soap opera. Perchè il pianto di una madre può stare tra un consiglio di Marco Rossi per una buona intesa sessuale e la nuova permanente di Cucuzza, perchè la stanza insanguinata di Samuele può stare accanto al sedere della Yespica o alla tetta della Cavagna. Tra fattorie e isole, tra compleanni di nonnine che sono campate cent'anni per arrivare a vedere questo! Ti verrebbe voglia di mandare i Cucuzza e le Perego su un' isola, ma non quella dei famosi, bensì quella dove i mostri divorano i naufraghi! Quando HOSTEL* è uscito nelle sale, hanno regalato un sacchetto per il vomito: gli spettatori dovrebbero conservarlo e tenerlo accanto al televisore. Grazie e saluti carissimi Raffaella)

Questa è la copia esatta di una email che ho spedito al settimanale FilmTv il 30 marzo 2006 e che è stata pubblicata.


Spero di aver dato ulteriori spunti di riflessione e di essermi spiegata ancora. Lella

*
Per chi non lo sapesse, Hostel è un film dell'orrore. Su FilmTv ho letto che è stato giudicato talmente schifoso dagli stessi distributori che per fargli pubblicità hanno regalato sacchetti per il vomito col logo del film all'ingresso del cinema.


utente anonimo

#21   31 Dicembre 2006 - 18:35
 
Non potevo credere ai miei occhi quando ho visto sull'home page di Libero che c'è la possibilità di vedere il filmato integrale dell'esecuzione di Saddam per poi " dire la propria " su un forum che parla della sua morte. IO NON L'HO VISTO. E vi dico anche perchè: odio la pena di morte, e poi mi fa schifo vedere morire un uomo e poi mi volete dire che aggiunge all'informazione questo filmato? Nulla a ciò che è indispensabile sapere: allora questo filmato non è altro ke uno snuff movie per gente malata... c'è una bella differenza tra dare informazione e fare pornonecrofilia e questo caso ne è un esempio lampante: volete mettere sullo stesso piano pubblicare articoli o libri su un delitto che possono aiutare a capirne qualcosa e mostrare la morte di un uomo solo per il gusto di vederlo crepare? No, il filmato di Saddam impiccato, come le foto di Ceausescu fucilato o , mi ricordo, quelle foto del marito di Sonia Gandhi che veniva decapitato da una ghirlanda esplosiva che vennero pubblicate da un settimanale con tanto di ingrandimento non sono paragonabili alla cronaca " nera " , al diritto d'informazione sui fatti cruenti e violenti che purtroppo ci circondano: sono, erano, solo sensazionalismo puro per fare soldi, come appunto uno snuff movie, uno di quei filmini porno per necrofili dove si torturano a morte gli attori. Non si può paragonare l'opera di scrittori come Carlo o altri pari a lui a questo schifo... come paragonare l'oro al piombo! BOICOTTATE QUEL FILMATO , OVUNQUE VE LO PROPONGANO! Io protesterò ,fatelo anche voi! Lella
utente anonimo

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