Serial Killer | Carlo Lucarelli
giovedì, 15 gennaio 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

La possibilità di commentare i Saggi di Carlo Lucarelli: "Compagni di Sangue" (scritto con Massimo Picozzi)

 

inviato da ipinguininelsottoscala  | 18:06
Commenti
#1   19 Agosto 2004 - 16:30
 
Un binomio unico ed accattivante Picozzi+Lucarelli, Il Professore ed Il Narratore. Ma chi dei due è l'uno o l'altro??
utente anonimo

#2   11 Febbraio 2005 - 14:50
 
formidabbile
utente anonimo

#3   27 Agosto 2005 - 12:55
 
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#4   06 Settembre 2005 - 17:16
 
Semplicemente fantastico per un'appassionata di menti criminali (non pensate male!).
Silvia
utente anonimo

#5   12 Ottobre 2005 - 23:50
 
SEMPLICEMENTE SPETTACOLARE!
utente anonimo

#6   15 Ottobre 2005 - 01:15
 
Ho visto il film "Roberto Succo". So che Carlo ne ha parlato su "Serial Killer". Ma ad oggi, sono noti tutti i delitti di Succo o c'è ancora qualche mistero? Nel film resta sconosciuta la fine di una donna scomparsa.

carcavallo
utente anonimo

#7   19 Gennaio 2006 - 10:12
 
Il libro "Serial Killer" mi aperto un mondo che solo immaginavo.... Un mondo meraviglioso per aprire la mente... Fantastico! Grazie Lucarelli
utente anonimo

#8   08 Febbraio 2006 - 13:10
 
mi mancano 20 pagine e ho finito di leggere il libro.Lho trovato fantastico,tutto quello che volevo sapere e leggere lho trovato in quel libro:descrizione dettagliata degli ominici seriali,investigazioni varie,psicologia dei serial killer..nn manca davvero nulla.Faccio ad entrambi gli autori i miei complimenti piu sinceri.Io volevo pero sapere una cosa,dato che è tutta la mattina che cerco nel web.Mi è interessato tantissimo il caso di jack unterweger e della sua autobiografia scritta in carcere che ne fece un caso letterario.Vorrei leggere quel libro,sapere se e dove posso trovarlo.E' importante,che qualcuno mi faccia sapere!
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#9   18 Febbraio 2006 - 18:06
 
Sono solo all`inizio del libro. Non e` la prima opera del genere che leggo, ho appena finito di leggere Scena del crimine. Ora, si tratta di opere di indubbio interesse, per me proprio quel genere di libri da tenere in casa sempre, ma mi lascia perplessa un passo a pagina 73: "la casata Bathory si distingue per la presenza di assassini, stupratori, alcolizzati, epilettici, omosessuali, satanisti". Immagino che ci sia un ben approfondito studio dietro a cio`, e` solo il riassunto di generazioni di una casata nobiliare, ma la frase buttata li` cosi` accumuna e mette sullo stesso piano categorie di persone che non dovrebbero starci, sullo stesso piano. Capisco sia una sottigliezza e di sicuro non c`e` alcuna intenzione di essere politically scorrect. Sara` una svista, comunque volevo segnalarlo.
Per il resto, massimo rispetto a Lucarelli e Picozzi.

Sara
utente anonimo

#10   19 Febbraio 2006 - 18:06
 
Grazie della correzione, in effetti non c'era nessuna intenzione di essere politically uncorrect e di omologare omosessualità alle altre categorie. Va intesa storicizzandola al momento e alla cultura del tempo e di quella società, per cui poteva essere intesa come una "devianza" e creare una serie di problemi e criminalizzazioni. Però è vero, l'affermazione, messa giù così, può dare adito a interpretazioni scorrette. Ne parlo subito all'esimio prof. Picozzi.
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#11   20 Febbraio 2006 - 17:22
 
L'omosessualità, un tempo, poteva essere sinonimo di pedofilia, cioè stupro di bambini. Se intesa in questo senso, allora era una devianza ma una devianza da una sana omosessualità. Allora però non c'era il concetto di omosessualità sana, quindi si pensava che il pedofilo fosse deviato perchè omosessuale e non un omosessuale deviato. Non si sa se tra questa strana famiglia ci fossero pedofili? Lella
utente anonimo

#12   05 Marzo 2006 - 11:55
 
Questo libro è la mia Bibbia, è un connubio spettacolare di narrazione e criminologia. Sto leggendo anche "Scena del crimine". Grazie, Lucarelli. :)
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#13   06 Marzo 2006 - 15:20
 
ciao carlo, ti stimo tantissimo. Ho letto alcuni tuoi romanzi e tutti i libri sui misteri d'italia e questo. hai un modo di scrivere semplice, chiaro ed evocativo. grazie a te è nato l'interesse per una parte della storia italiana a me sconosciuta e che ora mi appassiona e seguo con costanza! un saluto, daniela
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#14   01 Settembre 2006 - 15:07
 
Ho letto velocemente qualche commento prima di apporre il mio.
Quello che penso lo hanno già scritto in tanti e penso che i troppi complimenti fanno sì piacere ma, alla fine, si trasformano in una piacevole ma stancante e montona tiritera soprattutto quando ti ripetono le stesse cose.
Il mio ringraziamento va ben oltre il complimento, l'ammirazione.
Volevo solo dirti grazie (spero non ti dipiaccia se ti do del tu) perchè avevo intenzione di scrivere una storia di serial killer ma non sapevo da dove iniziare, come proseguirla come renderla affascinante ed intricata.
Da quando ti ho scoperto per caso, qualche anno fa, su Rai Tre, quando conducevi la prima serie di Blu Notte, quella storica, quella dei casi di cronaca nera rimasti irrisolti, quella con le interviste di Riva e Viganò, quella con la consulenza della Scientifica di Silio Bozzi, sei entrato prepotentemente nei miei scritti e non te ne sei più andato.
Adesso mi trovo tra le mani il terzo Dvd delle serie "Blu Notte Misteri d'Italia" e sto fremendo in attesa che esca il quarto sulla strage di Ustica e mi trovo a completare il mio romanzo che non ne vuole proprio sapere di essere finito ma ti dico davvero grazie con il cuore.
Se ogni volta che scrivo qualcosa mi piace, lo devo a te.
Se qualcuno legge o sente quello che ho scritto e mi reputa il massimo rispetto per quello che ha sentito o letto e mi dice: "Bravo, ci fai davvero fare con la penna", lo devo a te.
Tu non ci crederai ma la scrittura è la mia migliore amica e grazie ate l'ho amata ancora di più.
Grazie e grazie ancora.
Sei il migliore non cambiare mai.
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#15   11 Febbraio 2007 - 22:02
 
Credo di essermi letto una 40ina ti pagine al giorno di questo libro, spero sempre di restare dalla parte dei giusti, e non dei giustiziati, nè dei "giustizieri" descritti, ho sempre e solo letto libri del mio genere(cioè quasi e solo sempre saggi su Risorse Umane)..jarin(che non è un nick..)
utente anonimo

#16   11 Febbraio 2007 - 22:16
 
Ti confesso, Carlo, una cosa. Parto sempre male, io. Parto o leggo, parto o leggo con un biglietto..anzi, un biglietto che raccoglie altri biglietti, e parto anche con una valigia, che lo so, si svuoterà, con la valigia di pregiudizi sugli autori, sulla loro capacità di contestualizzare un racconto, di farlo vivere, anche ma soprattutto nell'esperienza del cotidie del lettore. Nel viaggio, senza sforzo apro la valigia, e i pregiudizi, ben ordinati, perfetti e stirati, iniziano a vestire l'autore del libro che inizio a leggere. Lo vestono solitamente bene: cravatta d NYC, lontana città da me, mutande D&G, ancora più lontano da me, e man mano che l'autore, il contenuto e le forme (o le capriole stilistiche) avidamente cercano,e non al contrario di liberasene, vestiti in quella mia valigia, il libro e l'autore si vestono...di cose così lontane da me che senza saperlo lo allontanano vestendolo di un senso insensato... l'autore, il suo nome, le sue parole scritte, diventano monadi prive di di significato....a te è andata bene, o male, resta il fatto che sei ancora nudo. E io viaggio.
Jarin
utente anonimo

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