L'Isola dell'Angelo Caduto | Carlo Lucarelli
domenica, 04 gennaio 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

La possibilità di commentare i romanzi di Carlo Lucarelli: "L'Isola dell'Angelo caduto"

inviato da ipinguininelsottoscala  | 14:43
Commenti
#1   13 Marzo 2005 - 22:30
 
la mia ossessione entrando in libreria? ...ovvio no!!!! cercare lo scaffale con i libri di Lucarelli. Sono tutti fantastici.....peccato che li finisco di leggere tutti d'un fiato!!!!!
utente anonimo

#2   27 Agosto 2005 - 12:53
 
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#3   14 Ottobre 2005 - 16:41
 
E' il migliore di tutti i libri che ha scritto
utente anonimo

#4   15 Ottobre 2005 - 11:20
 
Grazie per i commenti. Questo è un libro a cui tengo molto e che ha rappresentato una ricerca nuova, per me, che era iniziata con Guernica e che un po' continua nel romanzo che sto scrivendo adesso. Grazie.
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#5   04 Dicembre 2005 - 17:22
 
da leggere tutto d'un fiato.

complimenti

Roberta
utente anonimo

#6   20 Dicembre 2005 - 17:08
 
I personaggi dei noir di Lucarelli, ambientati nel periodo del ventennio, hanno un tratto in comune: la volontà di non lasciarsi schiacciare dal sistema (dittatoriale) ma vogliono, ostinatamente, soli contro tutti, far valere la giustizia. Sono persone deboli, in apparenza. Perchè vogliono cercare la verità anche quando nessuno vorrebbe vederla, anche quando non farebbe comodo. E' il senso dello stato, in uno stato che "per un pò di stabilità sociale e politica, si era venduto l'anima al diavolo".

L'isola dell'Angelo è un luogo dove vivo i prigionieri politici del regime fascista (al termine del libro Lucarelli spiega che è stata una forzatura, perchè nel periodo in cui si svolge la storia, il 1925, non esisteva ancora la pena del confino). Muore una camicia nera, apparentemente sembra un incidente. Ma il commissario, che stato trasferito sull'isola per aver arrestato nel 1923 dei fascisti rei di un pestaggio, è convito si tratti di un omicidio. In seguito a morire è un suo informatore e, ancora, sembrerebbe un incidente. Quale mistero si cela sull'isola? L'isola che è un carcere per tutti, non solo i prigionieri, ma anche per il commissario e per sua moglie, resa folle dalla solitudine del posto. Folle come forse lo è Mazzarino, il capo delle camicie nere: è il personaggio meglio descritto del libro, il custode del segreto che aleggia nell'isola. Nato e cresciuto sui monti, avrebbe trascorso tutta la sua vita a cacciar vipere e muli se non
fosse arrivata la guerra prima e i fascisti poi. Tra i libri di Lucarelli, questo è meno di azione: si è soffermato più sulla descrizione dei luoghi (l'isola coperta da nubi), del vento che soffia perennemente, piuttosto che sui dialoghi.

Nota a margine: nel libro si parla di confino e confinati. Cosa ne sappiamo noi di queste persone? Ogni anno grandi polemiche e scontri sulla "pacificazione" sul "sangue dei vinti", per screditare la lotta antifascista, che è vero, si macchiò anche di crimini su persone innocenti. Ma ci si dimentica dei morti, altrettanto innocenti, del ventennio, delle persone costrette a umiliarsi alla violenza del manganello. Non si può sostenere che anche il fascismo ha fatto qualcosa di buono. Una dittatura non può avere nulla di buono, per definizione.
utente anonimo

#7   20 Dicembre 2005 - 21:49
 
Nota a margine anch'io: hai ragione. Al confino si sono finiti soprattutto esponenti delle classi meno abbienti, come operai, contadini o piccoli artigiani. Era gente che a farsi sbattere a casa di Dio per cinque anni, senza soldi, lasciando le famiglie senza sostentamento, a volte c'è morta e spesso c'è mancato poco. Per riuscire a trasformare il confino in una angosciante ma formativa esperienza da romanzo bisognava essere come Pavese, benestanti intellettuali curiosi (e anche lui lo ha sopportato male). Per gli altri è stato un casino, ma sul serio. Ci sarebbe anche altro da elencare per bilanciare la bonifica delle Paludi Pontine, sempre volendo fare solo un discorso storico e non politico. Ma lo spunto sui confinati è interessante... mi ha fatto suonare una nota in testa, chissà che non si trasformi in un racconto o in un altro breve romanzo. Grazie.
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#8   27 Marzo 2006 - 22:17
 
Non sono riuscita davvero a staccare gli occhi dal libro prima dell'ultima pagina....
utente anonimo

#9   27 Marzo 2006 - 22:21
 
Ma mi rmane un dubbio: chi erano le due persone che incontra il professore al cimitero?Mazzarino e?
utente anonimo

#10   09 Aprile 2006 - 22:33
 
bel colpo Carlo
il racconto è irreale, surreale,
magico ma sempre assolutamente vivo!
sembra di essere al largo della costa del deserto dei tartari...fuori dal mondo ma dentro la propria anima.
grazie e ciao
Carlo - Vicenza
utente anonimo

#11   13 Aprile 2006 - 18:57
 
Grazie Carlo, per le emozioni che mi trasmetti con i tuoi libri.
Il tuo stile è inconfondibile, i tuoi personaggi sono così reali, a volte mi sembra quasi di conoscerli.
Generalmente divoro ciò che leggo, ma con i tuoi romanzi è diverso, è bello assaporare ogni piccolo dettaglio che fa tanto grande ogni tuo racconto.
Monica
utente anonimo

#12   25 Settembre 2006 - 17:32
 
ho appena finito di leggere l'isola dell'angelo caduto e qualche giorno prima ho finito anche il giorno del lupo. sto impazzendo per carlo...
laura
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#13   20 Gennaio 2008 - 11:54
 
La scena che più mi piace di questo libro è il momento in cui il guardiano del faro viene trovato impiccato,e nello specifico quando avvertono un rumore ma non vedono niente xkè c'è nebbia e poi se ne accorgono. Anke la moglie di lui spersa nell'ascolto della stessa canzone a sottolineare il suo disagio a rimanere lì fin dal primo momento in cui arriva dentro un'atmosfera nera che più nera non si può. ciao D
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#14   04 Luglio 2008 - 11:03
 
L'isola dell'angelo caduto è il mio preferito tra tutti i romanzi di Lucarelli. Non so farne una critica:posso dire che è quello che mi ha rimescolato qualcosa dentro.
Non sono molti i libri che mi danno questa sensazione, perciò un mondo di grazie a Carlo Lucarelli per questo regalo.
Approfitto per dire anche che dalle interviste mi è sembrato, oltre che intelligente e colto, soprattutto una bellissima persona.
Ciao
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