Via delle Oche | Carlo Lucarelli
domenica, 04 gennaio 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 La possibilità di commentare i romanzi di Carlo Lucarelli. "Via delle Oche"

inviato da ipinguininelsottoscala  | 14:04
Commenti
#1   27 Agosto 2005 - 12:49
 
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#2   20 Ottobre 2005 - 02:25
 
L'ho divorato, come al solito, come gli altri libri del caro Carlo....ho notato anche un diverso modo di scrivere: se non erro questo è uno dei primi racconti....
utente anonimo

#3   08 Dicembre 2005 - 22:18
 
tutti e 3 i lbri riguardanti De Luca sono bellissimi....la particolarità di questo, secondo me, è il fatto che una volta finita la guerra civile vincitori e vinti si sono trovati dalla stessa parte della barricata, non sapendo bene, poi, chi era il vinto e chi il vincitore. anche il fatto che i poliziotti del dopoguerra erano gli stessi di prima ci fa capire la situazione, per certi versi ambigua, in cui versava il nstro paese, e come doveva essere difficile la vita quotidiana in qualsiasi posto di lavoro...
utente anonimo

#4   20 Dicembre 2005 - 17:09
 
Secondo romanzo di Lucarelli con il commissario De Luca. Il primo libro, "Carta Bianca", ambientato sempre a Bologna nel 1945, terminava con la fuga dei fascisti da Bologna ed anche di De Luca, costretto a scappare per non essere arrestato come criminale di guerra (era un funzionario della polizia investigativa della Muti).
Nel 1948 a tre giorni dalle elezioni politiche che porteranno l'Italia a scegliere tra Democrazia Cristiana e partito Comunista, De Luca si ritrova a Bologna.
Il processo di epurazione gli ha permesso di essere reintegrato nella polizia. Assegnato alla buoncostume, ritrova il suo vecchio aiutante il maresciallo Pugliese. Questi lo porta in via delle Oche in una casa chiusa: è stato ritrovato un morto, Ermes Ricciotti, un ragazzo tuttofare del bordello.
Apparentemente si tratta di sucidio, ma delle evidenze (il corpo troppo in alto rispetto allo sbagello), portano il commissario ad ingagare nella direzione dell'omicidio. Il questore e il dirigente della omicidi sono invece convinti del suicidio e archiviano il caso.
Viene trovato un altro cadavere, ai piedi di una scarpata, di un fotografo di nome Piras: De Luca, pensando che l'omicida non abbia trovato quello che cercava sul morto, si precipita al domicilio del morto. Si imbatte in una terza persona, bloccata mentre frugava alla ricerca di qualcosa, che spara al commissario. Il ladro, nel tentativo di fuga dai tetti, precipita e muore.
Costui era un galloppino di un uomo politico, l'Abatino, ma anche un picchiatore fascista.
De Luca prosegue nelle indagini e trova un alleato: il capo di gabinetto del Questore, dottor Sala, della corrente politica comunista, lo sprona a proseguire, intuendo dei possibili interessi negli sviluppi dell'indagine.
In via delle Oche, nel bordello, conosce meglio la maitres, che è chiamata la Tripolina. Con questa, il commissario ha una breve parentesi d'amore. De Luca trova qualcosa non quadra: tutte le ragazze di via delle Oche sono state trasferite e la Tripolina stessa ha trasferito la sua casa in una zona di categoria superiore. Una ragazza, Lisetta, presente in alcune foto, scattate da Piras, assieme al primo morto, è trovata morta. Cosa hanno da nascondere? Messa alle strette, la Tripolina racconta la verità su quella domenica.

Nel casino era morto un importante uomo politico, del partito Democristiano (detto casa e chiesa), mentre ra in compagnia della Lisetta. Il primo morto, Ermes Ricciotti, in combutta con la ragazza , voleva ricattarlo e avevano ingaggiato Piras di fare delle foto. Per coprire la morte disonorevole, l'Abatino, il suo braccio destro, e Matteucci Silvano (il picchiatore) iniziano ad uccidere tutti i testimoni di quanto accaduto.

La storia finisce con l'Abatino costretto a costituirsi - un anno per farmi dimenticare e sono fuori di nuovo. Vedrai poliziotto, vedrai,.. questo è un paese che dimentica in fretta.
Anche il vicario del questore, D'Ambrogio, è coinvolto, avendo cercato di coprire la morte dell'onorevole trasferendo le prostitute di via delle Oche. Ma D'Ambrogio, per bloccare lo scandalo, tira fuori dei - falsi - documenti sul passato fascista di De Luca: lominaccia di mandarlo sotto processo se prosegue.


Il romanzo finisce con il trasferimento del maresciallo Pugliese - m'hanno fatto maresciallo capo e adesso mi mandano in Sicilia a dar la caccia al bandito Giuliano. In polizia si chiama promuovi e rimuovi -

De Luca viene mandato sotto processo e la Tripolina che si trasferisce in Argentina.

Più che per l'indagine e gli aspetti da libro giallo, questo è un bel libro perchè cerca di spiegare le atmosfere di quei giorni: le elezioni, l'attentato a Togliatti, gli scontri di piazza, le false epurazioni e le amnistie che avevano permesso
ai criminali fascisti di non finire sotto processo. Da una parte la corrente comunista, che aveva sperato nella rivoluzione per cambiare l'Italia. Il capo di gabinetto commenta così

- Sa qual'è il nostro difetto commissario? Che vorremmo vincere ma abbiamo paura di vinceretroppo... e così perdiamo sempre. Quando dico noi intedo dire noi comunisti.-
Ma il cambiamento, la rivoluzione non c'è, non può arrivare, come dice il vicario del Questore, il dottor D'Ambrogio:


- Sa cosa ha bisogno questo paese? Di stabilità. Questo paese ha bisogno di ricostruire e non di distruggere. L'hanno capito anche gli altri. Ha bisogni di rispettabilità, di considerazione internazionale, di investimenti, dei dollari del generale Marshall, del patti atlantico ...di ordine.
Di legge, disse De Luca
E' la stessa cosa
Per me no, io sono un poliziotto
D'Ambriogio voltò la testa sulla spallae lanciò un'occhiata a De Luca.
Anche io - disse- e come poliziotto sono al servizio del governo. Di interessi superiori, vicecommissario aggiunto, interessi superiori.-

Il commissario De Luca arriva, grazie alla sua caparbietà, a portare alla luce la verità sull'omicidio, ma la ragione di stato arriva subito dopo ad inghiottirla.
utente anonimo

#5   21 Dicembre 2005 - 10:35
 
Solo una piccola correzione all'analisi approfondita qui sotto (peccato che l'autore non si firmi): questo è il terzo romanzo con De Luca, tra i due c'è "L'Estate Torbida" che racconta, appunto, la fuga del commissario ... :)
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#6   22 Dicembre 2005 - 16:59
 
Scusate per l'errore: mi firmo ora
Aldo
utente anonimo

#7   30 Aprile 2006 - 22:34
 
ciao Carlo,ho appena finito di leggere le tre storie che riguardano il commissario De Luca...come sempre bellissime, intense, emozionanti.....ma poi che succede?
Mi sembra che sia sparito dalla circolazione da tanto tempo, forse troppo....Avrò il piacere di ritrovarlo in qualche altra importante indagine? Fallo tornare tra noi, ci conto.
Come sempre, grazie di tutto.

Carlo vi
utente anonimo

#8   28 Settembre 2006 - 15:44
 
A parte il fatto che "Carta Bianca" era ambientato a Milano, il difetto principale di "Via delle Oche" è l'imprecisione della ricostruzione storica. L'amnistia ai fascisti la volle Togliatti per reclutarne un bel po' (e potremmo fare una sfilza di nomi...). I "comitati civici" non erano affatto covi di delinquenti che tramavano cose losche, ma un'organizzazione di cattolici impegnati a far propaganda contro l'astensionismo e contro il comunismo (ma prendevano in giro anche il fascismo). E meno male che i comunisti non vinsero, o qualcuno preferiva seriamente Baffone anche da noi? Lasciamo perdere le favolette in salsa emiliano-romagnola e cominciamo una buona volta a guardare la verità e la realtà. Mi dispiace per Lucarelli, del quale apprezzo il fatto che ambienti questi romanzi nel passato, ma la storia bisogna conoscerla bene, non basta "evocarla" sulla base delle conoscenze giornalistiche.
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