Carta Bianca | Carlo Lucarelli
domenica, 04 gennaio 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 La possibilità di commentare i romanzi di Carlo Lucarelli: "Carta Bianca"

inviato da ipinguininelsottoscala  | 14:00
Commenti
#1   27 Agosto 2005 - 12:47
 
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#2   08 Settembre 2005 - 16:39
 
E' stato il primo libro di CL che ho letto. Credo, tuttora, che insieme a "Indagine non autorizzata", la trilogia di De Luca sia, nel complesso, la cosa migliore che ha scritto, Spero che prima o poi decida di riprenderla, anche se capisco che gli impegni sono tanti...

La sensazione di precarietà, la schizofrenia del protagonista, i caratteri dei vari personaggi che gli si muovono intorno, oltre alla capacità dell'autore di evocare un periodo tragico e insieme affascinante della nostra storia recente fanno di questo libro in particolare un piccolo gioiello.

Slowhand
utente anonimo

#3   20 Dicembre 2005 - 16:48
 
Primo romanzo della trilogia dedicata al commissario di polizia De Luca da parte di Carlo Lucarelli. Uno dei personaggi meglio riusciti dello scrittore: un abile investigatore, prima della polizia, poi passato alla polizia politica della Muti, infine, al'inizio di questo libro, ritornato alla questura di Bologna.
Il caso, apparentemente semplice, parte dall'omicidio nei quartieri alti di Bologna, di un funzionario del partito fascista, Rehinard. Siamo alla fine della seconda guerra mondiale, con gli americani a Bologna e il morto aveva contatti con alti vertici del partito. Nonostante ciò, a De Luca, il questore (e il segretario del fascio bolognese, Vitali) danno "Carta Bianca", per indagare, indirizzandolo in una ben precisa direzione, quella del delitto passionale, commesso dalla figlia di un alto esponente del partito, Sonia Tedesco figlia del ministro Carlo Maria Tedesco, della corrente avversa a quella del segretario e di un altro alto funzionario del governo, il professor Alfieri.
De Luca si rende conto di essere al centro di una guerra, ma la sua ostinazione lo porta a cercar lo stesso l'assassino (o l'assassina) e la verità, anche se non è quella comoda.

Più che la storia, abbastanza breve, è bella la ricostruzione di un periodo della nostra storia: gli ultimi anni del Regime di Salò, con una classe politica allo sbando, con funzionari del partito in lotta tra loro, dai giorni contati. Che lottano con tutti i mezzi per prepararsi un dopo, al post-fascismo, per salvare la propria pelle. Ma belle anche le descrizioni dei personaggi che, nello stile di Lucarelli, vengono introdotti da dei dettagli visivi: le rughe dell'insonnia sulla faccia, il labbro morsicato per la tensione perenne, l'impossibilità di fermarsi per un attimo. "De Luca vive di investigazione ossessiva, di ricerca della verità, ma anche di una precarietà assoluta che lo rende quello che è. " (Lucarelli stesso in una lettera al fans club di De Luca). Non serve altro: Lucarelli non da altri dettagli sul viso, su l'aspetto, nè dal il nome.

"In mezzo a tutta questa confusione pochi sanno veramente chi sono e cosa fanno, ed è per questo che ti tieno così attaccato al tuo ruolo, tu che ce l'hai, da dirlo ogni volta che puoi, sono un poliziotto, sono un poliziotto." gli dice una veggente, Valeria. E, infatti, pur nella precarietà della situazione, De Luca riuscirà a trovare il colpevole, a sbrogliare la matassa, lo gnommero come direbbe Gadda. Ma sarà una gloria di breve durata, gli alleati hanno sfondato la linea del Po, e il commissario, nella lista nera dei partigiani, per il suo passato nella Muti, è costretto a scappare verso il nord.
utente anonimo

#4   06 Novembre 2006 - 16:20
 
Indubbiamente il mio preferito.
L'ho amato alla follia!
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#5   24 Gennaio 2007 - 22:04
 
Su Thrillermagazine è apparsa proprio oggi la notizia (ripresa dal sito dedicato al commissario De Luca) che parte un progetto televisivo su De Luca. Il protagonista sarebbe Alessandro Preziosi e il ciclo si articolerebbe su quattro episodi. Ma... non è una trilogia? Comunque, spero proprio che il progetto vada in porto! E, magari, di leggere una quarta avventura del commissario...
Daniele
Genova
utente anonimo

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