SUL TRENO PER AUSCHWITZ (Polonia) – Manca solo un'ora all'arrivo a Cracovia. C'è un sole inverosimile che abbaglia la campagna polacca e mentre la musica accompagna il nostro viaggio, incontriamo nella carrozza 6 lo scrittore e conduttore televisivo Carlo Lucarelli che ha legato il suo nome a questa iniziativa, partecipandovi per tre anni di fila.

Lo scrittore Carlo Lucarelli sul «Treno per Auschwitz»
(foto di A. Craighero)
LE MIE EMOZIONI - «Prima non ero mai stato ad Auschwitz – racconta Lucarelli -. Nel 2004 mi è stato segnalato il progetto dallo scrittore Marco Vichi, per la realizzazione di un video. Fin dal primo viaggio ho provato una grande curiosità per il tempo che si trascorre nel convoglio. Questi 600 ragazzi ogni hanno portano in un luogo di morte la loro vitalità, la loro gioia, la speranza, la musica. In questo momento mentre noi stiamo parlando, qualche studente sta scrivendo la sua storia e noi dobbiamo dargli ogni strumento affinché possa comunicarci quello che ha dentro».
STUDIO DEI SEGNI – L'approccio di Lucarelli è quello dell'uomo ma anche del narratore. «Sono qui per studiare il linguaggio dei lager – spiega -. Mi interessano i suoni, la semantica, il significato. E' un modo per non rimanere passivi davanti al documento. Quello lo abbiamo già compreso. Occorre andare oltre per saperne di più». «Sto cercando di ricostruire la storia di ognuno – aggiunge il conduttore di Blu Notte -.Sono partito dalle foto che compaiono nel museo di Auschwitz, poi ho cercato di ricostruire la vita dei deportati attraverso la precedente fase, quando non erano precettati».
SPAZI INFINITI – Si pensa ai lager e subito vengono in mente le baracche e i reticolati. Ma, precisa Lucarelli, «sono gli spazi ad avermi colpito di più. Infiniti. Impercettibili all'occhio umano. Non si ha la percezione del numero delle vittime finchè non si coglie la planimetria dei campi e l'ordine mentale con cui sono stati sapientemente realizzati».
Ambra Craighero dal Corriere della sera

ascolta il promo

Carlo Lucarelli - TENCO A TEMPO DI TANGO - Allegato al libro il cd - “Tenco a tempo di tango” - Con le canzoni dello spettacolo teatrale - di Giorgio Ugozzoli, interpretate da Mascia Foschi.
Come la cantò quella volta sembrava quasi un addio. Come la canta Angela adesso sembra un invito.
“C’era un poliziotto in una serie di romanzi gialli degli anni Trenta, che diceva una cosa, diceva in un mistero, forse, non è così importante scoprire chi è l’assassino, in un giallo, in un vero giallo, il mistero più importante è sempre lo stesso: quello del cuore umano. Nel dicembre del 1965, poco più di un anno prima di essere ritrovato nella stanza 219 dell’Hotel Savoy di Sanremo ucciso da un colpo di pistola alla testa, Luigi Tenco era andato in Argentina, dove rimase dieci giorni.Cosa ha lasciato, laggiù, in quel viaggio. Cosa si è portato dietro. Cosa si è portato dentro.
Il 27 gennaio 1967, dopo che la sua canzone è stata eliminata dal Festival di Sanremo, Luigi Tenco si chiude in quella camera d’albergo e si spara. Per qualcuno c’è qualcosa di poco chiaro in quel suicidio, per altri non è neanche un suicidio, ma questo adesso non ci interessa, questa è un’altra storia. A noi, adesso, interessa un altro mistero. Il mistero del cuore umano.” Il mistero che Carlo Lucarelli racconta ha per protagonista un ispettore della polizia di Sanremo, che subito dopo il suicidio di Tenco viene incaricato d’investigare sul viaggio del cantante a Buenos Aires.
Nelle sue ricerche si imbatte in una locanda, “El Viejo Almacen”, dove tutte le sere una piccola orchestra suona le canzoni di Tenco a ritmo di tango. Conosce Angela, la cantante del locale, e da lei si lascia guidare alla scoperta del mistero del cantautore, che “sta tutto nella sua musica, nelle sue canzoni”. Intanto l’atmosfera argentina comincia a turbare il suo animo...
Una storia sottile, sensuale, malinconica, uno spettacolo teatrale di Giorgio Ugozzoli, con la regia di Gigi Dall’Aglio, le musiche di Alessandro Nidi, interpretato da Mascia Foschi e Adolfo Margiotta.
Il CD:
1. Ho capito che ti amo Daniel Pacitti (bandoneón) Alessandro Nidi (pianoforte) Giuliano Nidi (contrabasso)Le canzoni dello spettacolo sono interpretate da Mascia Foschi.


On line il saggio su Carlo Lucarelli scritto da Elisabetta Bacchereti e pubblicato da Cadmo
loggandosi gratuitamente si può leggere on line o stampare il capitolo "Carlo Lucarelli: raccontare il mistero" digital.casalini.it/
per il sito generale invece casalini
Si tratta di una base dati di oltre 40.000 articoli e capitoli in ambito umanistico, delle scienze sociali, delle scienze pure e applicate. Oltre 35 case editrici partecipano con il proprio contenuto editoriale.
Troverete anche altre cosette molto interessanti. Alcune visionabili on line, altre scaricabili a pagamento.