
L'elefante
E’ online il nuovo numero della rivista l’elefante. www.lelefante.it, con un'intervista a Carlo Lucarelli
Nata a gennaio del 2006 e diretta da Carlo Batà e Riccardo Strada, collaboratore di TM, l’elefante e è una rivista dedicata al tema e al valore della memoria: in ogni numero sono presenti 4 articoli tra anniversari, storie e personaggi che meritano di essere ricordati, 5 rubriche tra recensioni di libri e film e biografie a tema, e un’intervista a un personaggio significativo; il tutto sullo sfondo di un argomento che farà da denominatore comune, da pretesto per raccontare e ricordare…
In questo numero dedicato al tema della “censura”, lo scrittore Carlo Lucarelli ha rilasciato un’interessante intervista che offre il suo punto di vista sul rapporto che lega il mondo del nero e del mistero, di cui lui è un autorevole rappresentante, a quello altrettanto scuro della censura, con riferimento al panorama letterario, televisivo e culturale in genere.
Tra le opere pervenute anche un bel racconto di Angelo Marenzana intitolato Legami di morte, un’avvincente storia gialla dall’ambientazione perfettamente “a tema”.
Questo l’indice completo del numero www.lelefante.it/intervista.htm:
Intervista a Carlo Lucarelli di Riccardo Strada
Censura e iniziazione di Chiara Thumiger
Mae West, la bambola impazzita di Hollywood di Riccardo Strada
Mina, una bomba che la censura non ha disinnescato di Enrico Casarini
Pornografia e censura, vizi privati e pubbliche virtù di Luca Borghi
Donne di... potere, Carmen Villani, il potere delle scelte di Riccardo Strada
Cento di questi... anni, Alberto Moravia di Carlo Batà
Il Libro — Proibitissimo di Carlo Batà
Il Film — Salò o le 120 giornate di Sodoma di Riccardo Strada
La Canzone — 4 marzo 1943 redazione
Un ultimo ricordo redazione
Legami di Morte di Angelo Marenzana

“Tenco a Tempo di Tango”
di Carlo Lucarelli
regia Gigi Dall’Aglio
con Adolfo Margiotta e Mascia Foschi
Musiche originali e arrangiamenti di
Uno spettacolo di Giorgio Ugozzoli
C’era un poliziotto in una serie di romanzi gialli degli anni ’30, che diceva una cosa, diceva in un mistero, forse, non è così importante scoprire chi è l’assassino, in un giallo, in un vero giallo, il mistero più importante è sempre lo stesso: quello del cuore umano.
Nel dicembre del 1965, 13 mesi prima di essere ritrovato nella stanza 219 dell’Hotel Savoy di San remo, ucciso da un colpo di pistola alla testa, Luigi Tenco era andato in Argentina, dove rimase dieci giorni. Cosa ha lasciato, laggiù, in quel viaggio. Cosa si è portato dietro. Cosa si è portato dentro.
Il 27 gennaio 1967, dopo che la sua canzone è stata eliminata dal Festival di Sanremo, Luigi Tenco si chiude in quella camera d’albergo e si spara. Per qualcuno c’è qualcosa di poco chiaro in quel suicidio, per altri non è neanche un suicidio, ma questo, adesso non ci interessa, questa è un’altra storia.
A noi, adesso, interessa un altro mistero. Il mistero del cuore umano.
Carlo Lucarelli
La storia
Nel dicembre del 1965 Luigi Tenco fece un viaggio in Argentina per partecipare all’ultima puntata di una telenovela la cui sigla era la canzone di Luigi Tenco “Ho capito che ti amo”, un viaggio quantomeno strano in quanto Luigi Tenco in quel periodo era sotto le armi perciò impossibilitato di uscire dai confini.
La sua morte, poco più di un anno dopo (omicidio o suicidio) fece tanto discutere e rimane tuttora oggi un mistero, mentre la sua
Quelli sono i fatti veri mentre ecco la storia teatrale: un ispettore della polizia di Sanremo (Adolfo Margiotta), subito dopo il suicidio di Luigi Tenco durante il Festival di Sanremo del 1967 viene incaricato dal Commissario della Questura di San Remo d’investigare sulle attività che il cantante fece durante un suo viaggio a Buenos Aires nel dicembre del 1965 dove rimase per circa 10 giorni di cui poco si sa. Nelle sue ricerche l’ispettore si imbatte in una locanda (“El Viejo Almacen”) dove tutte le sere una piccola orchestra suona canzoni di Luigi Tenco al ritmo locale cioè il Tango. La cantante del gruppo (
Addentrandosi nei testi delle canzoni di Tenco e spinto anche dall’influenza della ragazza l’ispettore si allontana piano piano dal filone investigativo e inizia a riflettere sulla sua propria esistenza. Quando poi si trova quasi per gioco a cantare la sigla della serie televisiva “Il Commissario Maigret” (scritta da Tenco): “Un giorno dopo l’altro, la vita se ne va, le strade sempre uguali, la stessa vita…..” qualcosa scatta in lui.
Una storia intrigante e divertente che
Durante lo spettacolo vengono eseguiti dal vivo:: Io Sì, Ho Capito che ti Amo, Angela, Ah L’Amore, Ciao Amore Ciao, Lontano Lontano, E se ci diranno, In qualche parte del Mondo, Vedrai Vedrai , Mi sono Innamorato di te etc.
Dal martedì al sabato ore 21,30 - domenica ore 18
Prezzi da €