Carlo Lucarelli
mercoledì, 20 settembre 2006

Ristampata da Rizzoli, nella collana 24/sette, la raccolta Autosole.
“Nessuno spegne mai il motore quando è in coda in galleria, perchè è come riconoscere che l’attesa sarà lunga, come rinunciare alla speranza.”

Autosole è una catena di racconti, incolonnati come automobili in file. Ritratti completi e magistralmente compiuti, nella loro “perfetta” brevità. La raccolta, uscita per la prima volta nel 1998 — e ancora straordinariamente attuale nella sua capacità di rispecchiare l’incubo della Grande Coda -, viene oggi riproposta con una nuova prefazione dello stesso Carlo Lucarelli. Già alla sua prima uscita, Autosole aveva conquistato Alessandro Baricco, che così aveva intervistato l’autore.

«Lucarelli?»
«Sì»
«Mi chiedevo: ma quanto ci hai messo a scrivere questo libro?»
«Non so. Era estate e “l’Unità” mi aveva incastrato a fare un raccontino ogni giorno per sostituire Serra, era in ferie e allora avevano bisogno di un raccontino al giorno. Ci ho messo poco tempo, ogni giorno, tutti i giorni. Anche a Ferragosto che poi ho scoperto dopo che nemmeno lo facevano il giornale, quel giorno lì.»
«Sono tutte storie ambientate in una coda micidiale dell’autostrada.»
«Sì.»
«Ti è venuta l’idea una volta che sei cascato in una coda del genere?»
«Io VIVO in una coda del genere. Viaggio molto, ci sono molte code, io vivo nelle code.»
«Ogni racconto è un personaggio, e in un certo senso una vita.»
«Sì, l’hai letto Scerbanenco?»
«No.»
«Be’, è un po’ come Scerbanenco, tutta una vita in cinque minuti, a me piace Scerbanenco».
«Qual è il racconto che ti piace di più?»
«Di Scerbanenco?»
«No, tuo, un racconto di questo libro.»
«Mi piace la storia del bambino con la pistola.»
«Anche a me.»
«Quella mi piace.»
«E ce n’è una che non ti piace?»
«No, quelle che non mi piacevano le ho tolte.»
«Secondo te quanto ci deve mettere un lettore a leggere un libro come questo?»
«Bella domanda. Non so.»
«Prova.»
«Non so, un’ora, qualcosa come un’ora. Però magari poi dovrebbe rileggerlo. Ci sono molte cose che non sono quasi dette, che scopri dopo. Mi ricordo che quando l’ho scritto, questo libro, stavo molto attento a non dire le cose più che a dirle.»
«Secondo te è un bel libro?»
«Sì, a me piace, è una raccolta di racconti, insomma, è quello che è, ma a me piace. Lo consiglio.»
«Grazie.»
«Ciao.»

Carlo Lucarelli, Autosole (Rizzoli, 2006) - pp. 120 - € 10,00

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lunedì, 18 settembre 2006

Con una nota di Carlo Lucarelli:

L’INSONNE N°7 - “Le gabbie della mente”  - Testi: Giuseppe Di Bernardo - Disegni: Fabiano Ambu e Giuseppe De Luca - Copertina di Marco Checchetto - 96 pagine bianco e nero - Formato 16 x 21, Brossura, € 2,40

“Desdemona. Sei sveglia e combattiva quando noi ci lasciamo cullare dal liquido amniotico della notte. Non farti ingannare mai Desdy. Tieni gli occhi aperti, amica mia.” Carlo Lucarelli

Chi è il killer che uccide i frequentatori della chat di radio strega? Che cosa ha a che fare con l'inquietante personaggio che ricatta Fabio? Per riuscire a scoprirlo, Desdemona dovrà sondare il più terribile dei luoghi: la mente sconvolta di un assassino che si serve delle vittime come attori inconsapevoli per il suo macabro spettacolo. Ancora sangue e dolore sulla strada dell’Insonne, in una storia avvincente che lascia spazio anche a profonde riflessioni, perché malgrado tutti i nostri sforzi, non si può evadere dalle gabbie che ci imprigionano la mente.

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Con una nota di Carlo Lucarelli:

Il Cappello del prete di Emilio De Marchi (Mondadori, 2006i)  - Pagine 249 - ISBN 8804558806 - Giallo - Mistery, Classici italiani - € 8.40

Con una nota di Carlo Lucarelli - Introduzione di Vittorio Spinazzola

Pubblicato a puntate nel 1887 e in volume nel 1888, "Il cappello del prete" è stato il romanzo più famoso di Emilio De Marchi, subito tradotto anche all'estero. Ambientato a Napoli, narra le vicende del nobile squattrinato Carlo Coriolano, barone di Santafusca che, ridotto alla rovina dai debiti di gioco e da una vita oziosa e dissipata, uccide il ricco prete usuraio don Cirillo per impossessarsi dei suoi soldi. Ma al suo "delitto perfetto" manca un dettaglio chiave: l'occultamento del cappello del prete. Diventato un indizio pericoloso, il tricorno tormenterà il barone come una sorta di allucinazione ricorrente, fino ad arrivare, dopo una serie di peripezie, davanti al banco del tribunale per inchiodarlo alla sua colpa. Romanzo originale, definibile un "giallo psicologico", "Il cappello del prete" resta ancora oggi un esempio di letteratura d'intrattenimento di alto livello, in cui De Marchi riprende la lezione della grande narrativa europea - da Dostoevskij a Poe, da Manzoni al verismo - alternando con maestria il tono leggero del bozzetto ottocentesco con il registro cupo del romanzo gotico.

"Un romanzo dalle tinte scure. Una tensione torbida e malata che non ti molla. E un finale magistrale... Un piccolo capolavoro che raramente troviamo incluso nelle antologie scolastiche" (Carlo Lucarelli)


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domenica, 17 settembre 2006

I pinguini nel sottoscala fanno sempre più fatica a capire come vengono organizzati i palinsesti della tv. Questa sera 17 settembre 2006, senza preavvisi va in onda Blu Notte alle ore 23.00 circa e non si sa ancora se saranno repliche o puntate nuove. Crediamo siano delle repliche. Ma continuiamo a non capire perché la RAI continui a trattare in questo modo le opere di Carlo Lucarelli.

Ore 23.22. Stiamo vedendo che stanno trasmettendo addirittura una puntata vecchissima. Intitolata Luigia e Antonella (Genova) è andata in onda il 21 - 04 -1999!

Ci siamo chiesti perché e forse la risposta sta nei dvd che stanno uscendo in edicola per la De Agostini. Evidentemente la Rai non può mandare in onda quelle puntate dei Misteri Italiani per un accordo con la De Agostini e quindi è risalita fino al 1999 per replicare qualcosa. Rimane un mistero il fatto che non l'abbiano annunciato prima ma che l'abbiano programmato all'ultimo momento. Tant'è che molto probabilmente a ottobre andranno in onda le puntate nuove di Misteri Italiani. Dovrebbero essere quattro.

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martedì, 12 settembre 2006

Corso di sopravvivenza letteraria

Carlo Lucarelli, Alan D. Altieri e Gianfranco Nerozzi a Fara Filiorum Petri (CH) in una casetta sulle colline

I nomi dei "docenti" di questo Corso di sopravvivenza letteraria sono notevolii. Si parla di Alan D. Altieri, Carlo Lucarelli e Gianfranco Nerozzi...

A Fara Filiorum Petri (Chieti), in Abruzzo, cercheranno di spiegare come si può vivere di scrittura. Il 28 e il 29 ottobre 2006. Racconteranno come si scrive un romanzo, un racconto, come si narra il mistero. Come si giudica un libro e si gestisce una collana editoriale. Come si può vivere o sopravvivere di scrittura, tra aneddoti curiosi e consigli utili. Con loro ci sono anche Mauro Smocovich e Sacha Rosel, che nel loro piccolo qualcosa da raccontare ce l'hanno...

sabato 28 ottobre
ore 10.00/11.00 — presentazione dei docenti e degli iscritti con consegna dei vari materiali
ore 11.00/13.00 — come impostare un romanzo: plot, personaggi, schema generale (Alan D. Altieri)
ore 13.00/15.00 — pranzo
ore 15.00/17.00 — come si gestisce una collana editoriale (Alan D. Altieri)
ore 17.00/17.30 — merenda
ore 17.30/18.30 — come si valuta un romanzo: tipologia delle schede di valutazione (Sacha Rosel)
ore 18.30/19.30 — come si sopravvive tra scritture varie — aneddoti letterari e qualche consiglio (Mauro Smocovich)
 
domenica 29 ottobre
ore 10.00/12.00 — come si scrive un racconto: partire dall’idea e come svilupparla (Gianfranco Nerozzi)
ore 12.00/13.00 — come raccontare il mistero (Carlo Lucarelli)
ore 13.00/15.00 — pranzo
ore 15.00/18.00 — discussione sulle tracce proposte dai partecipanti mentre ci si rilassa durante una merenda con torta all’arancia, rooibos aromatizzato alla frutta e tisane varie.
 
Ogni studente potrà portare con sé alcune prove della sua scrittura e un breve curriculum. Le iscrizioni sono a pagamento (350 euro) e a numero chiuso. Per ulteriori informazioni info@ipinguini.com

Alan D. Altieri è scrittore (Kondor, La trilogia di Magdeburg, Sniper) e direttore editoriale delle collane Mondadori da edicola (Urania, Giallo, Segretissimo...)
Carlo Lucarelli è scrittore (Almost Blue, Il lato sdinistro del cuore), conduttore del programma televisivo Blu Notte e sceneggiatore della serie tv L'ispettore Coliandro.
Gianfranco Nerozzi è scrittore (Genia, Resurrectum).
Sacha Rosel è traduttrice e lettrice per Mondadori, Fanucci, Longanesi e Sonzogno, e curatrice del sito lunadonna.net.
Mauro Smocovich è curatore di Thriller Magazine, del sito di Carlo Lucarelli, di Valerio Varesi e dei pinguini nel sottoscala.

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COSTRUIRE IL MISTERO

con Carlo Lucarelli e Matteo Bortolotti

VENERDI’ 22 E SABATO 23 SETTEMBRE 2006

Arezzo, Piazza Risorgimento (a pochi metri dalla stazione ferroviaria)

DESTINATARI Aspiranti scrittori e scrittori principianti, appassionati lettori, curiosi, appassionati di noir, insegnanti, operatori culturali etc...

PROGRAMMA Come si fa a far sentire la tensione? Come si crea un intreccio coerente? Come scatta in un lettore la sensazione di mistero? Quali sono i modi e le tecniche per dipanare tutti i fili senza svelare in modo troppo semplice o subitaneo? Ci sono tecniche? Ci sono modalità ripetibili? Che cosa si può imparare dai grandi scrittori di genere? Il mistero deve sempre essere risolto? Come debbono essere disseminate tracce, indizi, spie? Questo e molto altro in un seminario intenso... e un po' misterioso...

COSTI Il costo è pari ad € 200,00. Il workshop è riservato agli associati a Creatika (circolo ARCI), per tesserarsi è prevista una spesa di € 15,00 comprensiva sia dell'associazione a Creatika (circolo ARCI) sia dell'associazione al circuito ARCI nazionale. Per iscriversi è necessario inserire  gratuitamente la propria mail per ricevere la newsletter della Scuola di Narrazioni Arturo Bandini (www.narrazioni.it) e iscriversi all'Associazione Creatika (circolo ARCI iscritto nel circuito nazionale) - quota associativa 15,00 € (valevole per ogni anno solare).

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sabato, 09 settembre 2006

Carlo Lucarelli ci parla del suo rapporto con il cinema e la tv. Censure, aneddoti, particolarità e curiosità... si parla ovviamente anche di Coliandro che ha dovuto aspettare anni per ottenere il successo meritato. Si parla inoltre del fantomatico film Lupo Mannaro, sceneggiato da lui stesso e che giace nei magazzini mediaset, di Almost Blue....

Da Venerdì 1 settembre MicroMega propone un numero del tutto eccezionale: un almanacco del cinema italiano. Un intero numero "scritto" dalle voci più rappresentative del nostro cinema, presente, passato e futuro. Mario Monicelli ricostruisce assieme a Curzio Maltese mezzo secolo di storia "italiota". Gabriele Salvatores e Cristina Comencini, in un dialogo inedito, ci svelano il segreto di un cinema intelligente e popolare. Ferzan Ozpetek narra la sua poetica, le sue fantasie, le sue manie, e come per lui cinema ed emozione coincidano; Silvano Agosti, regista costretto ad essere 'di nicchia', racconta la sua esperienza attraverso cinque continenti e il Sessantotto; Gianni Amelio consiglia 'due o tre cose' su quel mestiere che forse non è un mestiere ma una battaglia, la regia; Marco Bellocchio riflette su gabbie e libertà incontrate nel suo percorso umano e artistico e nella cultura di sinistra; e ancora il j'accuse di Anna Galiena sulle delle difficoltà che può incontrare un attore a far emergere il proprio talento nel Belpaese. Alcuni tra i maggiori sceneggiatori italiani - Furio Scarpelli, Sandro Petraglia, Vincenzo Cerami e Lidia Ravera - ci spiegano l'arte di scrivere per il cinema. Donatella Finocchiaro, Valeria Bruni Tedeschi, Jasmine Trinca e Isabella Ferrari si interrogano su come è cambiato il mestiere di attrice nell'era del Grande Fratello. Kim Rossi Stuart racconta a Lidia Ravera il suo passaggio da sex symbol ad autore di talento. Tre fra i più promettenti giovani registi del nostro Paese - Matteo Garrone, Saverio Costanzo, Paolo Sorrentino - dialogano su stili e contenuti del nuovo cinema italiano. E non mancano gli spunti polemici: Marco Tullio Giordana denuncia monopoli, cupole e corporazioni che impediscono al nostro cinema di decollare e Vieri Razzini punta il dito contro le commissioni censura nel nostro Paese, più interessate a salvaguardare i potenti che i cittadini. E ancora, come si coniuga l'arte cinematografica con le esigenze del mercato pubblicitario? Provano a rispondere in un dialogo Daniele Luchetti, Gabriele Muccino e Oliviero Toscani. Due produttori indipendenti - Roberto Cicutto (Mikado) e Angelo Barbagallo (Sacher) - in un serrato confronto con Giancarlo Leone e Giampaolo Letta, rispettivamente amministratori delegati dei due colossi del cinema italiano, Raicinema e Medusa. Infine Carlo Lucarelli ci racconta il suo (ambiguo) rapporto con il grande (e il piccolo) schermo mentre filosofi e critici si interrogano sul rapporto tra immagini e pensiero.

Sommario:
DIALOGHI 1
Curzio Maltese, Mario Monicelli
De te fabula narratur. Mezzo secolo di storia 'italiota' tra generosità collettiva e 'soliti mostri' 3

IL SASSO NELLO STAGNO 1
Marco Tullio Giordana
Il grande scherno 13

ICEBERG
l'arte e il mestiere

Ferzan Ozpetek L'assenza più acuta presenza 19
Silvano Agosti Limone e cioccolato 25
Gianni Amelio Registi si nasce? 32
Marco Bellocchio In Italia comandano i morti 34
Anna Galiena Il sistema dei sogni 40

DIALOGHI 2
Gabriele Salvatores Cristina Comencini
Segreti e pellicole (presentazione di Mario Sesti) 49

DIALOGHI 3
Donatella Finocchiaro Valeria Bruni Tedeschi Jasmine Trinca Isabella Ferrari
C'è ancora posto per le dive? 57

Lidia Ravera, Kim Rossi Stuart (conversazione con)
Anche bello (e bravo) va bene 65

IL SASSO NELLO STAGNO 2
Vieri Razzini
La censura non è uguale per tutti 69

DIALOGHI 4
Matteo Garrone Paolo Sorrentino Saverio Costanzo
Il giovane cinema cresce 73

Daniele Luchetti Gabriele Muccino Oliviero Toscani
Ciak, si vende 81

FILOSOFIA/FILOSOFIE
Giacomo Marramao, Stefano Velotti, Pietro Montani, Umberto Curi , Bernard Stiegler , Edoardo Bruno
Cinema come filosofia 93

DIALOGHI 5
Roberto Cicutto, Giancarlo Leone, Angelo Barbagallo, Giampaolo Letta
L'industria del cinema (che non c'è) 117

Sandro Petraglia, Furio Scarpelli, Lidia Ravera, Vincenzo Cerami
Nella cucina del cinema 133

PAROLE/IMMAGINI
Carlo Lucarelli
Il 'mio' cinema 151

Notizie sugli autori 157

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mercoledì, 06 settembre 2006

L'ISPETTORE COLIANDRO COLPISCE NEL SEGNO ED E' GIA' SERIE CULT

di Sir Thomas (30/08/2006) articolo in rete su telecamereblog

*FICTION MADE IN ITALY*
Le serie tv nostrane tra innovazione e importazione

Il caso è risolto: se un buon prodotto destinato alla mercificazione televisiva da ombrellone viene propinato alla fine delle ferie catodiche, non vi preoccupate, sarà in grado ugualmente di fare una bella figura. In RaiFiction sono tutti contenti, e le velate polemiche che accompagnavano la repentina messa in onda de L'Ispettore Coliandro, la fiction in 4 episodi nata dalla penna di Carlo Lucarelli e realizzata dai Manetti Bros, appaiono decisamente lontane. Il maldestro e impiccione ispettore, munito di tamarrissimi Ray-Ban e dotato di assodata arroganza, colpisce nel segno della prima serata estiva di RaiDue, facendo ricredere l'alter ego in carne e ossa, Giampaolo Morelli, che alla vigilia dell'esordio di giovedì scorso si dimostrava piuttosto scettico. E invece il pubblico ha dimostrato di apprezzare questo nuovo noir dalle striature young-friendly: un bel 13% di share all'esordio che è manna dal cielo per l'affannoso prime-time di RaiDue, bis quasi raggiunto con il secondo episodio andato in onda ieri sera. E poco importa che Lucignolo, che su Italia 1 si è messo a marcare ad uomo il diretto rivale a costo di raddoppiarsi in palinsesto, l'abbia due volte spuntata al fotofinish: finalmente la Rai azzecca una fiction dinamica e svelta che smuove una platea che inizia a diventare stantia, puntando su una anomala freschezza di sceneggiatura e narrazione che sorprende e cattura. Coliandro era rimasto in freezer per due anni, aspettando l'apertura definitiva del portellone e l'ok del ponte di comando Rai. Doveva esordire in autunno, poi la sfida intrapresa con coraggio da Saccà, direttore di RaiFiction, che ora gongola festeggiando il risultato non del tutto inaspettato che riporta allegria. Merito dei Manetti Bros? Saccà lo riconosce, in un'intervista a 'Libero': <<I fratelli Manetti sono maestri del linguaggio audiovisivo della nuova generazione, ma anche la scelta delle musiche e i dialoghi con diverse concessioni allo slang giovanile hanno permesso di centrare l'obiettivo>>. I Manetti timbrano costantemente videoclip musicali dipingendoli con la propria originalità, e per Coliandro hanno abilmente giostrato con le tecniche di ripresa più svariate, passandro dal rallenty che enfatizza calci e pugni ai continui stacchi di inquadratura, repentini e fugaci che trasudano di sospirata dinamicità, sospirata perchè o è riprodotta malissimo o è clamorosamente assente in prodotti di questo tipo, che giocano a guardia e ladri e pretendono di risolvere le coltellate di giustizia al pc. Morelli, già visto in Distretto Di Polizia, ha fatto il resto, incarnando perfettamente un ispettore codardo, razzista ed arrogante, capace di alternare bugie a menzogne ma rimanendo rigorosamente devoto alle donne, tanto da provare a baciarne una quando se la ritrova tra le mani. In mezzo ci sono i dialoghi immediati, che rieccheggiano forse troppo di parolacce, insulti a bocca piena e intercalari che sanno poco di politically correct, ma che sono ideali per rendere bene l'idea - meno quando non ce n'è poi tanto bisogno: d'altronde il pubblico di riferimento, particolarmente giovane, non si offende di sicuro. Il mix di ironia e pathos, tra una sbadataggine goffa e una schioppettata alla cieca, acchiappa. Forse meno coinvolgenti sono le storie, che a volte galleggiano su insostenibili luoghi comuni (dal punkabbestia imbevuto di birra al mafioso di pizzetto ornato dall'accento intollerabile) e ogni tanto l'equilibrio si altera, ma non tarda mai a riprendere le proprie fattezze. L'idea di mescolare gli attori principali - tra cui una bravissima Nicole Grimaudo che nel primo episodio, vestita da facchina di un pony express, regala perle a ripetizione - a comparse eccellenti, come Neffa e Carlo Lucarelli - sì, proprio lui - potrebbe essere apripista ad un'interessantissima contaminazione: i Manetti Bros, anche in questo caso, anticipano il futuro, pure quando fanno rivestire alla colonna sonora un ruolo essenziale nel connotare le varie situazioni. Magari meno accattivante è sintonizzarsi con il pensiero di Coliandro, espresso in un amplificato monologo interiore, troppo banale per risultare veritiero. Ma qualche pecca bisognerà pur trovarla. Saccà fa sapere che L'ispettore Coliandro era stata la fiction più acquistata allo scorso Marchè: in ventitrè Paesi era stata già mandata in onda, mancava solo l'Italia. Ora l'hanno vista tutti - e per i ritardatari si attendono repliche, e pare che in molti abbiano citofonato Rai per chiedere di assistere di nuovo alle peripezie da quindicenne di un ispettore che spaccia cassoni di yogurt con una pistola nella tasca del jeans.

L'ISPETTORE COLIANDRO VA DI FRETTA

di Lord Lucas (05/09/2006) articolo in rete su tv blog

Non avevo ancora avuto l'occasione di dirvi la mia sull' Ispettore Coliandro e, visto che stasera va in onda l'ultima puntata, non posso fare a meno di sottolineare un dato piuttosto sconcertante: la programmazione lampo.
Perchè silurare un prodotto così interessante e avvincente in soli dieci giorni è davvero un peccato. La serie di ispirazione "lucarelliana" (volendo alludere all'ottimo giallista e non all'omonima opinionista) è stata anticipata rispetto al periodo di garanzia per le perplessità manifestate sul suo appeal televisivo.
Realizzando al debutto, giovedì 24 agosto, un discreto 12.91%, ha peraltro goduto degli apprezzamenti di Agostino Saccà, direttore di Raifiction, che si è detto entusiasta di aver colto nel segno di un pubblico giovane, più maschile e più nordico (?!?).
Proprio quando i media hanno iniziato a esprimere termini lusinghieri su questo ispettore così atipico eppure surrealmente realistico, in grado di suscitare umorismo e coinvolgimento, non c'è stato più il tempo materiale per parlarne e apprezzarne globalmente la portata.
Ve lo dice un telespettatore per caso, normalmente non avvezzo al genere poliziesco, che si è talmente appassionato alle vicende del personaggio da guardare la prima puntata con enorme trasporto e recuperarne i tasselli mancanti, a una prima visione, con il filesharing.
Coliandro è una di quelle sorprese che non ti aspetti e torna a farti incuriosire davanti alla tv.
Per poi passare in sordina, nel bailamme dei palinsesti autunnali, costringendoti a inseguirlo vorticosamente prima che arrivi il settembre inoltrato e dominato dai grandi colossi...

La forza di Giampaolo Morelli e della sua interpretazione, per quanto mi riguarda, vale da sola le ragioni di un successo seriale non adeguatamente valorizzato.
E che, proprio perchè di serialità si tratta, andava "educato" e non bruciato come un tappabuchi qualsiasi.
Ve lo dice uno che è fermo a metà vhs della seconda puntata e preferisce il gusto dell'attesa e della riflessione nel tempo al vizio del telefilm usa e getta.
Che poi qualche pecca strutturale ci sia (primi fra tutti certi racconti un po' stereotipati), non saremo qui a negarlo. Ma, se vogliamo a tutti i costi criticare un esperimento così innovativo e ben orchestrato, dalla regia alla musica passando per i dialoghi brillanti, allora dovremmo perdere ogni speranza nei confronti della scatola parlante...

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lunedì, 04 settembre 2006

Magia nera

in onda martedì 5 settembre 2006 alle 21.00 su Rai Due

Joy, una prostituta nigeriana, viene trovata uccisa nei dintorni di Bologna. Sembra un tipico delitto maturato nell'ambiente della prostituzione clandestina, ma c'è qualcosa che non torna.

Pochi giorni prima di essere uccisa, Joy aveva detto alle amiche di avere in mano qualcosa che l'avrebbe portata via da quella vita, per poi mostrarsi, all'improvviso, terrorizzata.

E c'è anche un altro delitto, un ex funzionario dell'ambasciata nigeriana trovato a Bologna in un appartamento messo a soqquadro da due uomini sconosciuti che sembravano cercare qualcosa di importante.

La Squadra Mobile indaga e Coliandro insiste per lavorare al caso poichè conosce il mondo della prostituzione africana.

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