Carlo Lucarelli
sabato, 26 marzo 2005

CINEMA ITALIA - FAENZA - Via Cavina 9 - 4 Aprile 2005 - ore 21.00
LUPO MANNARO
– In sala gli scrittori Carlo Lucarelli e Maurizio Matrone

regia: Antonio Tibaldi
cast: Gigio Alberti, Maya Sansa, Bruno Armando, Stefano Dionisi, Alessandra Acciai
sceneggiatura: Laura Paolucci, Carlo Lucarelli
fotografia: Luca Bigazzi
montaggio: Carlotta Cristiani
scenografia: Davide Bassan
costumi: Francesca Vecchi, Roberta Vecchi
musica: Pivio, Aldo De Scalzi
presentato da: Mediatrade
produttore: Domenico Procacci
produzione: Mediatrade, Fandango, con il contributo del MBAC
paese: Italia
anno: 2000
durata: 100'

interpreti:
GIGIO ALBERTI (il Commissario Romeo)
MAYA SANSA (Grazia Negro )
BRUNO ARMANDO (L'ingegnere Velasco)
STEFANO DIONISI (Rago)
ALESSANDRA ACCIAI (Francesca)
FRANCESCO CARNELUTTI (Del Gatto)

“Lupo mannaro”, uno psico-thriller, è la storia del commissario Romeo (Gigio Alberti) e della sua ossessiva caccia a quello che crede essere un serial killer: l’insospettabile ingegner Velasco (Bruno Armando). Nessuno crede alla teoria di Romeo, il sospettato è un uomo troppo in vista, troppo per bene, molto potente e l’indagine non viene autorizzata.
L’ispettore è ostinato e continua ad indagare con l’aiuto della giovane, determinata assistente Grazia Negro (Maya Sansa) e del fidato amico Rago (Stefano Dionisi), un ispettore della polizia scientifica. Si presta ad alcune consulenze anche il noto criminologo Del Gatto (Francesco Carnelutti), che vive ritirato in un paesino sui colli bolognesi già da alcuni anni, da quando sbagliò clamorosamente il profilo psicologico del mostro di Scandicci.
Da un lato quindi si muove l’anomala squadra – che non può agire ufficialmente – seguendo differenti piste e ottenendo sempre più conferme sulla colpevolezza di Velasco. Sul fronte opposto, lo scaltro ingegnere sferra il contrattacco, riuscendo ad invalidare prove, a insabbiare indizi servendosi della propria influenza ma, soprattutto, di un’acuta intelligenza che gli consente di prevenire ogni mossa dell’avversario.
Più volte il commissario si troverà in un vicolo cieco, ma non abbandonerà il caso, per testardaggine, per vocazione. Vocazione che condivide soprattutto con la sua assistente divenuta giorno dopo giorno sua unica confidente, grazie anche all’attrazione che la ragazza nutre per il commissario.
Il caso si trasforma sempre più in una sfida personale tra Romeo e Velasco, in un’immaginaria partita a scacchi nella quale gli sfidanti si trovano a dover scegliere strategie, ora in attacco, ora in difesa, sempre mirate a spiazzare l’avversario lasciando, fino all’ultima mossa, l’incertezza della vittoria.
Per il colpo di scena finale sarà decisiva la determinazione di Grazia, determinazione sostenuta anche dal non più segreto amore per il suo superiore Romeo.
Tratto dal romanzo omonimo di Carlo Lucarelli.

"Il linguaggio del noir è fatto più di immagini che di testo e devi trovare i modi giusti per esprimere le sensazioni" - spiega Tibaldi, che ha girato vari corometraggi a Los Angeles, e che con "Little boy blue", con Nastassja Kinski e John Savage, è stato premiato al Mystfest nel '96 - "E' un esercizio continuo in cui devi stare dentro le regole di questo genere"

"Il mio personaggio mi è piaciuto subito" - spiega Alberti, arrivato al successo per i film con Salvatores - "perchè è uno che non sta bene, non è sereno, è in disaccordo con il mondo, ma è caparbio, e sa che deve catturare il killer al di fuori delle regole, altrimenti non ci riuscirebbe. A Bologna ho incontrato poliziotti che sono persone normali, e se non te lo avessero detto non avrei mai immaginato la loro professione. Ho scoperto un mondo che non conoscevo."

inviato da ipinguininelsottoscala  | 10:03 | commenti (1)